La Monsanto sarà processata per crimini contro l’umanità e l’ambiente

A riprova di quanto le azioni parlino più forte delle parole, nonostante le costanti operazioni di lobbying e l’evidente “greenwashing” della famigerata multinazionale statunitense (anche solo un’occhiata veloce al suo sito sarà sufficiente per incappare innumerevoli volte nelle parole: “rispetto, condivisione, trasparenza, sostenibilità”), la Monsanto per gli attivisti e gli ambientalisti del mondo intero rimane per antonomasia, la multinazionale meno rispettosa delle persone e dell’ambiente!

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Ne è senz’altro convinta l’attivista, ricercatrice ed ambientalista indiana di fama mondiale, già premiata nel 1993 con il Right Livelihood Award, (il “Premio Nobel Alternativo”) Vandana Shiva, che insieme a numerose altre personalità ed organizzazioni ambientaliste è promotrice di un’iniziativa esemplare: l’istituzione del “Monsanto Tribunal” .

Il Tribunale Monsanto opererà a L’Aja, dal 12 al 16 ottobre 2016 per valutare gli eventuali crimini commessi dalla multinazionale americana contro l’umanità e l’ambiente.

Da oltre cent’anni la multinazionale statunitense con sede a St. Louis produce biotecnologie per il settore agrario ed è presente in 66 paesi. Ma cosa fa esattamente questo colosso da allarmare un numero sempre crescente di persone ben informate?

Ebbene tra i tanti scheletri nell’armadio di questa multinazionale troviamo l’agente arancio, “un defoliante, tossico per l’uomo, usato durante la Guerra del Vietnam dall’esercito statunitense, il quale provocò e provoca ancora oggi gravi danni alle popolazioni locali, creando modificazioni strutturali e malformazioni, non favorevoli alla vita […]”.

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Ma la Monsanto è anche famosa per la produzione di sementi geneticamente modificate (OGM) e brevettate, che come ci ricordano numerose campagne di Vandana Shiva, costituiscono un evidente rischio per la sovranità alimentare, e per la biodiversità. Tra le sementi brevettate vi è quella del mais OGM MON 863 che da studi scientifici indipendenti è risultato “non adatto al consumo”.

Il colosso della biogenetica, secondo numerose ONG ed organizzazioni per i diritti umani è anche responsabile per lo sfruttamento minorile in numerose fabbriche indiane.

Sfortunatamente la lista potrebbe continuare a lungo con prodotti altamente tossici immessi nel mercato da Monsanto che hanno inquinato ed inquinano tuttora l’ambiente e causano malattie e morte a migliaia di persone nel mondo.
“I promotori del Tribunale Monsanto lanciano un appello alla società civile, a tutti i cittadini e a tutte le cittadine del mondo, a partecipare al finanziamento di questa iniziativa esemplare, attraverso la più grande piattaforma di crowdfunding internazionale mai realizzata fino ad oggi” affinché venga dato un messaggio chiaro e deciso che le logiche del profitto non potranno più avere la meglio rispetto a quelle per il rispetto della vita in tutte le sue forme!
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