Emergenza smog: pratiche virtuose contro l’inquinamento

Secondo l’ultima relazione pubblicata dall’Agenzia Europea dell’Ambiente (AEA) l’inquinamento atmosferico è il principale fattore di rischio ambientale per la salute degli europei. C’è di peggio: in Europa l’Italia risulta essere la nazione con il tasso d’inquinamento atmosferico più alto in assoluto, registrando addirittura il record tra i 28 paesi UE di morti premature dovute allo smog.

 

In particolare, la regione d’Europa più colpita da inquinamento atmosferico, risulta essere la Pianura Padana. Questo record negativo in Italia è dovuto prevalentemente ad un’elevata concentrazione nell’atmosfera (per ordine di importanza) di micro polveri sottili (Pm 2.5, le più pericolose, anche perché in grado di penetrare profondamente nei polmoni, specie durante la respirazione dalla bocca), biossido di azoto (NO2) e ozono (O3) .

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Come spiega molto bene ASPO Italia (Association for the Study of Peak Oil), nel nostro Paese si è registrato un trend negativo: accanto ad un miglioramento progressivo in termini di inquinamento da trasporto automobilistico, si è verificato un vero e proprio boom nell’uso di impianti di riscaldamento a biomasse nelle abitazioni. In particolare, l’aumento vertiginoso dei livelli del Pm 2.5 nell’atmosfera è dovuto al fatto che dal 2003 in poi, nel nostro Paese per riscaldarci abbiamo bruciato un’enorme quantità di legna e pellet nelle stufe e nei caminetti domestici. Proprio così: come riportato anche dalle fonti più autorevoli, il riscaldamento domestico pare sia una delle fonti primarie di produzione di micro polveri sottili, estremamente nocive per la salute. Ciò che però non viene riportato altrettanto spesso è che la combustione di biomasse quali la legna ed il pellet non è affatto ecologica, come spesso siamo erroneamente portati a pensare .

 

Ovviamente, più che misure d’emergenza transitorie e quindi poco efficienti come il blocco del traffico solo in determinati momenti dell’anno in cui si registrano livelli troppo alti di sostanze nocive nell’aria (come è successo ad es. a Milano dal 28 al 30 dicembre), ci sarebbe bisogno di misure efficaci e durature, atte ad evitare che il problema dell’inquinamento atmosferico molto oltre le soglie consentite dall’UE non si verifichi affatto.